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Conversazione sulle fiabe: verso il Congresso IBBY-Trieste 2024

17 Aprile 2024


Come ci racconta lo scrittore tedesco Wilhelm Hauff, la fiaba unisce in amicizia le persone più diverse: lo fa attorno a un fuoco, in un bivacco di mercanti, nella tenda di uno sceicco o nel chiuso di una taverna sperduta nella foresta. E per una volta la fiaba ha unito anche due università italiane tramite l’incontro di studentesse, studenti e docenti che, in una lezione molto particolare, hanno dato vita a un colloquio appassionato intorno ai mondi meravigliosi evocati da Basile, dai Grimm, da Perrault e da Afanas’ev. E tutto ciò è avvenuto all’insegna di IBBY, di Jella Lepman e del prossimo Congresso internazionale di Trieste.

Venerdì 5 aprile 2024 – ovvero a ridosso della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna – di prima mattina, studentesse, studenti e docenti dell’università di Bologna e dell’università di Padova hanno partecipato insieme a un evento un po’ sorprendente dal titolo “Conversazione sulle fiabe: verso il Congresso Ibby Trieste 2024”: due atenei, due gruppi, tanti filoni di ricerca sulla letteratura per l’infanzia e tanti quesiti si sono intrecciati in un dialogo in presenza e da remoto su una forma narrativa antica e allo stesso tempo contemporanea. 

Davanti a una platea attenta e numerosa si è parlato di “Oltre la scarpetta. Storia e materialità delle calzature nelle fiabe europee” (Marnie Campagnaro – UNIPD), “La fiaba dell’Est Europa tra tradizione e avanguardia, tra racconto e illustrazione” (Dorena Caroli – UNIBO), “La fiaba come ponte tra i popoli: origini, presenze, metamorfosi” (William Grandi – UNIBO). Le relazioni si sono intrecciate con tante domande di studentesse e studenti che hanno saputo stimolare, connettere, allargare il flusso dei pensieri, dei temi e delle parole. E così la fiaba è apparsa grandiosa nell’umiltà dei suoi oggetti: grandi cose, infatti, si nascondono in una scarpetta, in una bambolina, in uno stivale o in una casetta. La fiaba ha attraversato la Storia, si è fatta interprete di emozioni, si è a sua volta aperta a numerose interpretazioni. La fiaba si è fatta migrante, ha camminato dalla Cina, dalla Persia e dalla Russia per arrivare nella Selva Nera, nel porto di Napoli o alla corte di Versailles, magari nascosta nei tacchi rossi del Re Sole o tra i fogli ingialliti di un ufficio zarista. E in tutto questo c’è un po’ del messaggio di Jella, c’è un po’ del suo ponte di libri e del suo amore per le storie capaci di creare una nuova convivenza tra bambine, bambini e popoli.


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