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La letteratura come motore di cambiamento: ne parliamo al Premio Cento

4 Maggio 2024


Ci sono situazioni e progetti che naturalmente si intrecciano, perché, in qualche modo vanno nella stessa direzione. È quello che è successo fra il premio di Letteratura di Cento, che quest’anno ha visto la sua quarantecinquesima edizione, e IBBY Italia. Naturale è che fra i componenti della giuria tecnica vi siano esperti che anche sono soci di IBBY, che IBBY da anni conceda il patrocinio al Premio e che, quest’anno, il Premio Cento abbia concesso il proprio patrocinio al Congresso Internazionale.

All’interno di questa collaborazione  il Festival del Premio Cento ha ospitato venerdì 3 maggio, nel Salone di Rappresentanza CREDEM uno degli incontri che ci stanno conducendo verso l’appuntamento di Trieste, con una riflessione, per insegnanti, bibliotecarie, educatori, genitori e adulti che insieme a ragazzi e ragazze vanno nei libri, condotta da Nicoletta Gramantieri, membro del Consiglio direttivo IBBY Italia, Severino Colombo, giornalista del Corriere della Sera, entrambi membri della giuria tecnica del premio assieme a Guido Sgardoli, autore finalista al PLR.

L’incontro, come quelli che lo hanno preceduto e che hanno visto l’intervento di autori e autrici che sostanziano la nostra letteratura per ragazzi e ragazzi, ha messo al centro uno dei temi significativi del congresso: la riflessione attorno al significato, alla funzione e al ruolo della letteratura nei processi di cambiamento individuali, sociali e politici.

L’incontro è stato ricco di riflessioni e suggestioni e ha toccato vari punti di vista, quello di chi scrive, quello di chi legge, quello di chi la letteratura promuove.

Alcuni concetti chiave sono emersi dal dialogo. Innanzitutto la necessità di osare, di andare in campi inaspettati che eccedano le aspettative di lettrici e di lettori provocando uno spostamento di sguardo, uno scarto di pensiero: un andare che mette alla prova sia scrittori e scrittrici che il loro pubblico.

Guido Sgardoli ha indagato e proposto la necessità di portare nelle storie, e con le storie, dubbi e domande, necessità che è sorta in lui dalla fascinazione del metodo scientifico che, costituzionalmente, proprio grazie allo scetticismo e al bisogno di continuamente interrogarsi, concorre a formare coscienza civica, pensiero critico e quindi cittadinanza consapevole.

Lo scrittore ha anche sottolineato come siano la specificità della letteratura, gli aspetti formali delle narrazioni, una lingua letteraria, e non una lingua mimetica che voglia aderire al linguaggio quotidiano, gli altrove che si mettono in campo e la costruzione di plot che ingaggino lettori e lettrici a rendere possibile questo processo che finisce per concorrere alla formazione dell’identità di ognuno.

L’incontro è stato un passo in avanti verso il Congresso, ma anche un’importante occasione per andare un po’ più a fondo nell’interrogarsi attorno al ruolo che la letteratura può avere nella possibilità che ognuno di noi ha di conoscere e indagare il mondo.


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